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Jun 27, 2009
No Comments6 per 105 – Eclisse di una star
Quella sera d'agosto, come tutti gli altri giorni, il commissario GIL aveva fatto tardi. Non aveva voglia di rientrare a casa, pensò che sarebbe stato meglio fare una passeggiata sul lungomare. Voleva controllare di persona quali movimenti c'erano nel chiosco sulla spiaggia, sempre frequentato da molti giovani, parecchi già noti sui suoi fascicoli. Quel luogo gli era stato indicato da una telefonata anonima arrivata di mattina nel suo ufficio. L'indagine che stava portando avanti negli ultimi giorni, nel pomeriggio si era complicata parecchio. La direzione seguita per risolvere il caso, ed assicurare il colpevole alla giustizia aveva subito una svolta inattesa.
Il martello, ritrovato nella cucina, su cui si erano subito concentrate le attenzioni degli investigatori, considerato l'arma del delitto, non aveva inferto il colpo finale alla vittima. L'assassino se n'era servito per torturare il corpo della rockstar, che presentava diverse fratture. Il volto era pieno di lividi, colpito e ricolpito più volte in ogni punto, era diventato irriconoscibile. La faccia, tutta sporca di sangue e priva di tutti i denti, dimostrava il sadico accanimento nei confronti di quel corpo; la maggior parte dei colpi erano stati inferti sulla vittima già priva di vita, forse per distogliere a prima vista gli agenti dalle reali ragioni del trapasso. Le analisi del laboratorio, arrivate quel pomeriggio nell'ufficio del commissario, dimostravano che la causa della morte era stata un'overdose. Quindi, bisognava avviare le ricerche dagli ambienti dello spaccio per trovare le risposte.
Alcuni erano i dubbi che frullavano nella sua testa, procedendo sulla sabbia a piedi nudi in assoluto silenzio, interrotto solo dall'agitarsi delle onde. Fermatosi, osservava in lontananza, nascosto nel buio, il gruppetto di persone che s'andava assembrando davanti al chiosco. Il dubbio che in primo luogo assillava GIL era l'assenza di testimoni, forse solo il gatto,fedele compagno della star, aveva visto l'assassino. Gli altri componenti della band avevano tutti dei validi alibi e nessuno aveva visto né sentito negli ultimi 2 giorni il cantante. C'era una curiosità ben diversa cupa e tormentosa che lo attirava lì. Gli era venuta improvvisamente in testa una nuova idea…… ma per lui era più che sufficiente riprendere a camminare e sapere dov'era diretto, infatti un istante dopo si era già avviato senza neppure badare alla strada che percorreva. Via via che s'afficinava, fotografava sempre meglio le situazioni presenti nel chiosco.
Ubicato sulla via principale del lido, era distante un centinaio di metri dalla grande rotatoria che permetteva l'accesso alle varie zone della città.La struttura era molto solida e ben fatta, dalla forma circolare e tutta in legno chiaro. Il bancone occupava l'intera superficie della struttura, e dietro c'erano quattro persone che servivano da bere ai tanti clienti che arrivavano un pò da tutte le parti. Dal lato della spiaggia c'erano poi una dozzina di tavolini, tutti occupati in prevalenza da giovani che gustavano dentro bicchieri di svariate forme, bevande alcoliche di tanti colori. Nessuno mangiava qualcosa, erano tutti lì per bere soltanto.
GIL dopo aver fatto un giro rapido della struttura, pensò di prendere anch'egli qualcosa, faceva caldo ed a causa della lunga passeggiata e della cena non ancora consumata si sentiva sempre più fiacco. Messosi in fila, in attesa di essere servito – c'era parecchia confusione – cominciò ad attaccar discorso con la persona al suo fianco, un tizio francese di 26 anni. Aveva una leggera barbetta non molto folta, la carnagione chiara arrossata dal sole e pure gli occhi, anche se nascosti da un occhiale con montatura molto vistosa, sembravano stanchi e arrossati; aveva addosso dei jeans scuri ed una t-shirt blu con qualche riga orizzontale rossa. GIL, com'era nella sua natura, cominciò ad interrogarlo:
- Tu non sei di qua?
- No, sono francese, studio qui da 3 mesi
- Le piace questo posto e questo mare?
- Un sacco. Ho approfittato subito della possibilità di venire a studiare qui, perchè questi luoghi mi sono rimasti nel cuore, dopo una breve vacanza fatta anni fa con alcuni miei amici. E poi per imparare l'inglese funziona stare qua e mettersi a conversare con quante più persone possibili.
Il ragazzo francese non la smetteva di raccontare, si vedeva subito che avesse proprio voglia di parlare… Gil dava l'impressione d' essere assorto nell'ascolto ma in realtà la sua testa era concentrata su ben altri argomenti. I suoi occhi non facevano che scrutare 2 tizi, che all'estremo opposto del bancone, quasi di fronte a lui, scambiavano in maniera piuttosto animata, già da qualche minuto, alcuni discorsi. Uno dei due, il tizio con i capelli rasati – che Gil aveva avuto modo, tempo fa, di fermare e interrogare per una faccenda di droga collegata ad un altro delitto – sembrava piuttosto preoccupato e reagiva sempre più in maniera scomposta e rabbiosa alle rassicurazioni che sembravano provenire dall'altro interlocutore. Gil, concentrato com'era a cercare di cogliere qualche scambio di battute tra quei 2 soggetti distanti, non faceva più caso alle parole del francese, che aiutato dall'inserimento di nuovi interlocutori – una coppia di fidanzati – nel suo discorso, s'era messo ad argomentare sulle differenze, non sottili, tra il sistema universitario in Francia e quello locale. Fortunatamente lo scorrere della fila e l'arrivo del suo turno permisero a Gil, sempre più distaccato e mentalmente estraneo a quella conversazione, di tagliare la corda.
Ritirato alla cassa il ticket per avere la consumazione, Gil fece il giro del bancone con il bigliettino in mano, per avvicinarsi quanto più possibile ai quei 2 presi già da qualche minuto di mira. In attesa che gli fosse servito il drink, cogliendo sempre più parole dal discorso dei tipi, a lui ormai vicini, tirò fuori dalla tasca l'immancabile taccuino, e dopo aver estratto la stilografica custodita al suo interno, s'appuntò alcune notizie che riteneva utili alla sua indagine. Ordinò un riviera - un long drink composto per metà da acqua tonica, un goccio di rum ed il resto martini bianco - nel frattempo i due uomini conclusa la loro chiacchierata s'erano salutati ed avevano preso direzioni diverse. GIL rimase ad esaminare gli appunti presi sorseggiando il suo cocktail……..
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Oct 15, 2008
1 Commentsperiamo passi presto….
Oggi 15 ottobre
inizio a scrivere qualcosa sulle mie giornate ricche di impegni (per dire)……Approfitto di questa condizione di salute non buona che mi impedisce di andarmi a "stoccare" il collo da qualche parte!?!?!?
Questa febbre a questo punto della stagione e con queste belle giornate è proprio pallosa; e domani dovevo andare in alcune scuole della mia prov per portare dei questionari ai ragazzi sull' Unione Europea e per concordare con i docenti degli spazi e delle ore da concedermi,allo scopo di tenere un paio di lezioni per sensibilizzare i giovani alle tematiche dell'UE.
Fino a qualche tempo fà, ero parecchio scettico sull'Unione Europea, la trovavo un carrozzone fregasoldi, un enorme apparato burocratico troppo distante dalle idee e dai bisogni della gente comune. Oggi, questo ed altri progetti che dovremo portare avanti con l'Ue mi stanno facendo ricredere, cioè mi rendo conto di quant'è importante muoversi liberamente su un territorio vasto come l'Europa e di quante iniziative vengono portate avanti da questa Istituzione senza che però le persone abbiano le corrette informazioni.
La conoscenza rende liberi…….


